Come capire se una montatura è della misura giusta: 6 modelli Bernabei a confronto

Come capire se una montatura è della misura giusta: 6 modelli Bernabei a confronto

Come capire se una montatura è della misura giusta: calibro, ponte e aste spiegati attraverso 6 modelli Bernabei da confrontare sul viso.

Due occhiali con lo stesso calibro possono stare sul viso in modo molto diverso. Basta cambiare il ponte, la lunghezza delle aste, la forma delle lenti o lo spessore del frontale.

Per capire se una montatura è della misura giusta, quindi, il numero scritto sull'asta è un buon punto di partenza, ma va sempre letto insieme al resto dell'occhiale e soprattutto verificato sul viso.

Lo vediamo confrontando sei modelli Bernabei con proporzioni molto diverse: Efesto, Amsterdam, Helsinki, Hexale, Pan e Varsavia.

Prova le diverse misure con gli ottici Bernabei

Calibro, ponte e aste: cosa significano i numeri degli occhiali

Le misure principali di una montatura vengono espresse in millimetri. Il calibro indica la larghezza della singola lente, il ponte la distanza tra le due lenti e l'asta la lunghezza della parte laterale dell'occhiale. È la stessa lettura utilizzata, per esempio, nella scheda tecnica del modello Oslo Bernabei.

Questo significa che un calibro maggiore non corrisponde automaticamente a un occhiale complessivamente più adatto a un viso grande. La forma del frontale e la misura del ponte cambiano molto il risultato.

Anche la prova sul viso rimane decisiva. ZEISS, nella sua guida alla scelta della montatura, indica tra gli elementi da controllare l'assenza di pressione su naso e tempie, una larghezza proporzionata al volto e una montatura che non arrivi a poggiare sugli zigomi.

Sei modelli Bernabei, sei proporzioni diverse

Modello Calibro Ponte Aste
Efesto 45 / 47 / 49 mm 20 mm 145 mm
Amsterdam 49 mm 18 mm 133 mm
Helsinki 50 mm 20 mm 130 mm
Hexale 51 mm 21 mm 145 mm
Pan 52 mm 22 mm 145 mm
Varsavia 55 mm 16 mm 140 mm

La tabella rende evidente il punto: non esiste un'unica progressione da “piccolo” a “grande”. Varsavia ha la lente più larga tra questi modelli, ma anche il ponte più stretto; Amsterdam ed Efesto possono condividere un calibro 49, ma cambiano sia ponte sia lunghezza delle aste.

Efesto: una stessa montatura in tre calibri

Efesto è particolarmente utile per capire il concetto di misura perché la stessa forma è disponibile nei calibri 45, 47 e 49, con ponte da 20 mm e aste da 145 mm.

In questo caso si può confrontare la stessa montatura senza cambiare completamente disegno. Il frontale è squadrato e sottile, realizzato in acetato: passando da un calibro all'altro cambia la larghezza delle lenti e quindi anche il rapporto dell'occhiale con il volto.

È il caso più semplice in cui il numero può essere davvero utile per affinare la scelta dopo aver individuato il modello.

Efesto: confronta i tre calibri

Amsterdam: calibro 49, ma ponte e aste cambiano

Amsterdam ha calibro 49, ponte 18 e aste da 133 mm.

Il confronto con Efesto è interessante: entrambi possono avere una lente larga 49 mm, ma Amsterdam ha un ponte più stretto e aste sensibilmente più corte. Inoltre la montatura è in alluminio e ha una forma rotonda, mentre Efesto utilizza una struttura squadrata in acetato.

Dire semplicemente “porto un 49” non basta quindi a sapere se un'altra montatura con lo stesso calibro avrà la stessa vestibilità.

Amsterdam: guarda cosa cambia intorno al 49

Helsinki: 50 mm con aste più corte

Helsinki passa a un calibro 50, con ponte da 20 mm e aste da 130 mm.

È un'altra combinazione ancora: la lente è leggermente più larga rispetto ad Amsterdam, ma le aste sono più corte. La forma panthos e il profilo metallico modificano inoltre la percezione complessiva del frontale.

Questo è uno dei motivi per cui conviene provare gli occhiali anche lateralmente: davanti allo specchio si guarda soprattutto il frontale, mentre la lunghezza e l'andamento delle aste determinano cosa succede alle tempie e dietro le orecchie.

Helsinki: controlla anche la misura delle aste

Hexale: 51-21-145 e un frontale geometrico

Hexale misura 51 mm di calibro, 21 mm di ponte e 145 mm di asta. È una montatura geometrica in acetato.

Qui entra in gioco anche la forma. Gli angoli e lo spessore del frontale fanno occupare all'occhiale uno spazio visivo diverso rispetto a una montatura sottile in metallo, anche quando la differenza numerica di calibro è minima.

Per questo la misura deve essere letta insieme alla geometria. Nell'articolo sugli occhiali geometrici Bernabei abbiamo confrontato proprio il modo in cui forme diverse cambiano la presenza della montatura sul viso.

Hexale: prova quanto contano anche gli angoli

Pan: 52-22-145, più spazio anche nel ponte

Pan ha calibro 52, ponte 22 e aste da 145 mm. Anche qui il frontale è geometrico e realizzato in acetato.

Rispetto ai modelli precedenti aumenta non soltanto la larghezza della lente, ma anche quella del ponte. È quindi un buon esempio del motivo per cui bisogna leggere almeno i primi due numeri insieme.

Un ponte troppo largo può favorire lo scivolamento della montatura; uno che non si adatta bene al naso può invece creare un appoggio poco confortevole. Se il problema si presenta su un occhiale che già utilizzi, puoi approfondire sia il caso degli occhiali che scivolano sia quello degli occhiali che stringono sul naso.

Pan: 52 mm, ma guarda anche il ponte

Varsavia: calibro 55 e ponte da 16

Varsavia è probabilmente il confronto più utile per smettere di leggere il calibro come se fosse una taglia. Ha una lente larga 55 mm, ma il ponte misura soltanto 16 mm; le aste sono da 140 mm.

È quindi il modello con il calibro più alto tra questi sei e contemporaneamente quello con il ponte più stretto. La montatura rettangolare in alluminio utilizza inoltre naselli regolabili, che permettono agli ottici di intervenire sull'appoggio e sulla posizione del frontale.

Il 55, da solo, racconta soltanto una parte dell'occhiale.

Varsavia: il 55 che non racconta tutta la storia

Come capire davanti allo specchio se la misura funziona

I numeri servono a restringere la scelta. Il controllo finale avviene però con gli occhiali indossati.

Una montatura ben proporzionata non dovrebbe creare pressione evidente sulle tempie o sul naso, non dovrebbe appoggiarsi sugli zigomi e non dovrebbe scivolare continuamente. Anche le aste devono arrivare dietro le orecchie senza stringere lateralmente.

Conviene inoltre muovere la testa, guardare verso il basso e tenere gli occhiali qualche minuto. Un modello che sembra corretto nei primi cinque secondi può comportarsi diversamente quando ci si muove.

Se vuoi approfondire la differenza tra una struttura più presente e una più leggera, nella guida sulle montature leggere e spesse trovi diversi esempi della linea Bernabei.

La misura giusta non è soltanto una questione di millimetri

Efesto dimostra che la stessa montatura può esistere in più calibri. Amsterdam e Helsinki mostrano che, cambiando ponte e aste, numeri molto vicini possono costruire occhiali diversi. Pan aumenta insieme calibro e ponte, mentre Varsavia combina una lente più larga con un ponte decisamente più stretto.

La misura riportata sulla montatura è quindi uno strumento per confrontare i modelli, non un verdetto sulla vestibilità.

La regolazione finale conta altrettanto: una volta scelta la montatura, posizione sul naso, inclinazione e aste possono essere controllate dagli ottici Bernabei in base al volto e alle lenti che verranno montate.

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