Occhiali per miopia elevata: montature che contengono lo spessore delle lenti
Con miopia elevata forma e misura della montatura incidono sullo spessore delle lenti. Cosa scegliere e quali modelli Bernabei provare.
Con una miopia elevata la scelta della montatura non è soltanto estetica. Le lenti negative sono più sottili al centro e aumentano di spessore verso i bordi: più la lente si estende lontano dal centro ottico, più quello spessore può diventare visibile.
Per questo una montatura molto grande non è sempre la soluzione migliore. Una forma più compatta, della misura corretta e ben centrata rispetto agli occhi può aiutare a contenere sia lo spessore laterale sia il peso finale dell'occhiale.
Porta la prescrizione: valutiamo montatura e lenti insieme
Perché le lenti per miopia sono più spesse ai bordi
Le lenti utilizzate per correggere la miopia sono concave: il centro è più sottile e il bordo più spesso. All'aumentare della correzione, la differenza diventa generalmente più evidente.
La montatura entra quindi direttamente nel risultato. Una guida tecnica sulle caratteristiche delle lenti da vista sottolinea che, soprattutto con correzioni elevate, una montatura più piccola e ben centrata può ridurre sensibilmente spessore e peso delle lenti.
Anche ZEISS considera forma e dimensione della lente, dati di centratura, materiale e tipo di montaggio tra i fattori che determinano lo spessore finale.
Prima regola: evitare una lente inutilmente grande
Una montatura oversize richiede una lente più ampia. Nel caso della miopia questo significa conservare una porzione maggiore della zona periferica, proprio quella in cui la lente diventa più spessa.
Non significa scegliere necessariamente un occhiale minuscolo. La montatura deve comunque essere proporzionata al viso, stabile e correttamente centrata. Il punto è evitare centimetri di lente che non servono.
Se vuoi capire meglio calibro, ponte e aste, nella guida su come capire se una montatura è della misura giusta abbiamo confrontato sei modelli Bernabei con proporzioni molto diverse.
Efesto: partire dal calibro 45

Tra i modelli Bernabei, Efesto è particolarmente interessante perché la stessa montatura da vista è disponibile nei calibri 45, 47 e 49.
La possibilità di partire da un calibro 45 consente agli ottici Bernabei di verificare se una lente più compatta è compatibile con la distanza tra gli occhi, il ponte e le proporzioni del volto. Non bisogna scegliere automaticamente il calibro più piccolo: deve comunque centrare correttamente l'occhio e calzare bene.
Efesto ha inoltre un frontale completo in acetato. In presenza di un bordo lente importante, una montatura piena può risultare esteticamente utile perché parte dello spessore rimane all'interno del profilo dell'occhiale.
Efesto: parti dal calibro più compatto
Amsterdam: forma rotonda e calibro 49

Amsterdam ha calibro 49 e una forma rotonda in alluminio. Questo modello include inoltre due clip da sole magnetiche sottilissime, una con lenti gialle e una con lenti grigie.
Una geometria compatta può essere utile quando permette di mantenere i bordi della lente relativamente vicini al centro ottico. Ma la forma, da sola, non basta: conta soprattutto dove si trovano gli occhi all'interno della montatura.
Amsterdam ha una struttura metallica sottile. Questo rende il frontale leggero, ma lascia il bordo della lente più visibile rispetto a un acetato spesso. È quindi un modello da valutare soprattutto sulla base della gradazione reale e dello spessore previsto dopo il montaggio.
Amsterdam: prova una forma più raccolta
Helsinki: panthos, calibro 50

Anche Helsinki mantiene dimensioni relativamente contenute: calibro 50, ponte 20 e una forma panthos in metallo. Anche questo modello come il precedente dispone di clip da sole incluse. Si tratta anche qui di clip magnetiche sottilissime che fanno due occhiali in uno.
Rispetto a una montatura molto rettangolare e sviluppata lateralmente, una forma di questo tipo può evitare di portare inutilmente la lente molto lontano dal centro. Anche qui, però, il vantaggio va verificato sulla singola persona: distanza interpupillare, centratura e prescrizione cambiano il risultato.
Helsinki integra inoltre una clip da sole magnetica, così la stessa montatura può essere utilizzata anche all'esterno senza aggiungere un secondo occhiale graduato.
Helsinki: guarda cosa succede con un calibro 50
Stoccolma: quando il frontale spesso può aiutare esteticamente

Una montatura piccola non è l'unica variabile. Con Stoccolma, calibro 51, entra in gioco lo spessore dell'acetato.
Il frontale è pieno e strutturato. Se la lente presenta un bordo più importante, un profilo di questo tipo può contenerlo visivamente meglio di una struttura sottilissima o di una montatura a giorno.
Non significa che Stoccolma produca automaticamente lenti più sottili: il vero spessore dipende da gradazione, centratura, materiale e diametro necessario. La montatura può però cambiare molto quanto il bordo rimane visibile una volta finito l'occhiale.
Stoccolma: quando anche lo spessore della montatura aiuta
Meglio montatura tonda o squadrata?
Non esiste una regola assoluta per cui una forma tonda sia sempre migliore di una squadrata. Conta la distanza tra il centro della pupilla e il bordo più lontano della lente.
Una montatura rotonda e compatta può funzionare molto bene; anche una forma leggermente squadrata come Efesto può essere adatta, soprattutto nei calibri più piccoli. Una montatura molto larga e allungata lateralmente, invece, può richiedere più materiale proprio ai bordi.
Per questo non sceglierei gli occhiali per una miopia elevata leggendo soltanto la voce “forma”: misura e centratura vengono prima.
Acetato spesso o metallo sottile?
Qui bisogna distinguere due cose: spessore reale della lente e spessore che si vede.
Un frontale metallico sottile non rende automaticamente più sottile la lente. Anzi, se il bordo è importante può lasciarlo maggiormente esposto. Un acetato più spesso non riduce invece fisicamente la lente, ma può inglobare meglio parte del bordo nel profilo della montatura.
Per questo modelli come Efesto e Stoccolma, entrambi con bordo completo in acetato ma con spessori molto diversi, meritano di essere confrontati direttamente con montature metalliche come Amsterdam o Helsinki.
Se vuoi vedere come cambia la presenza dell'occhiale sul volto, nell'articolo sulle montature leggere e spesse abbiamo messo a confronto proprio questi due approcci.
E le montature senza bordo?
Con una correzione miopica importante il bordo della lente può diventare una parte molto visibile dell'occhiale. Nelle montature rimless o a giorno rimane necessariamente più esposto.
Questo non significa che siano sempre impossibili: materiali, lavorazioni e gradazione possono cambiare molto da caso a caso. Ma se l'obiettivo principale è rendere meno evidente lo spessore, vale la pena confrontarle con una montatura a cerchio completo prima di decidere.
Anche il materiale della lente cambia il risultato
La montatura è soltanto metà del lavoro. Per correzioni elevate possono essere valutati materiali ad alto indice, che permettono di ottenere lenti più sottili rispetto a materiali standard a parità di correzione.
HOYA indica per esempio i materiali 1.67 come adatti ad ametropie medio-alte, mentre ZEISS propone anche soluzioni ad alto indice 1.67 e 1.74 per miopie medio-elevate.
Non esiste però un indice da scegliere automaticamente in base a un singolo numero della prescrizione. Vanno considerati gradazione completa, astigmatismo, centratura, montatura, utilizzo quotidiano e caratteristiche del materiale.
La centratura conta quanto il calibro
Due persone con la stessa miopia possono ottenere spessori diversi usando la stessa montatura, perché cambia la posizione degli occhi rispetto alle lenti.
Se la pupilla si trova molto distante dal centro geometrico della montatura, il laboratorio deve utilizzare una porzione diversa della lente. È uno dei motivi per cui una montatura apparentemente piccola non è automaticamente la migliore.
La scelta va fatta partendo dalla prescrizione e provando l'occhiale sul volto. Il modello deve essere abbastanza piccolo da evitare diametri inutili, ma abbastanza corretto da mantenere una buona centratura e una calzata naturale.
Quale montatura Bernabei proveremmo per prima?
Se la priorità è contenere lo spessore con una miopia importante, partirei da Efesto nel calibro 45 o 47, quando le proporzioni del viso lo permettono. È il modello che offre più margine per lavorare sulla dimensione senza cambiare forma.
Amsterdam e Helsinki permettono invece di confrontare forme più arrotondate e strutture metalliche sottili. Stoccolma rappresenta l'altra strada: calibro leggermente maggiore, ma un frontale in acetato più spesso che può contenere visivamente il bordo.
Non sono quattro soluzioni equivalenti. Servono proprio per vedere dal vivo quale combinazione funziona meglio con prescrizione, distanza interpupillare e volto.
