Lenti a contatto: dove si buttano?

Lenti a contatto: dove si buttano?

Lenti, blister, liquido e portalenti: una guida semplice per smaltire correttamente le lenti a contatto dopo l’uso.

La lente è minuscola, il blister sembra plastica, la linguetta è in alluminio, il liquido finisce nel lavandino. Quando si usano le lenti a contatto, il dubbio sullo smaltimento arriva quasi sempre dopo: dove si butta ogni cosa?

La risposta è semplice, ma non scontata. La lente non va nella plastica e non va mai gettata nello scarico. Il blister, invece, va separato. La confezione esterna segue un’altra raccolta ancora. Sono gesti rapidi, ma fanno parte di un uso più attento delle lenti a contatto, insieme alla corretta applicazione, alla manutenzione e al rispetto dei tempi di sostituzione.

La campagna See Green di ASSOTTICA Gruppo Contattologia riassume proprio questo punto: ogni elemento ha una destinazione diversa. La lente, il blister, il liquido, il portalenti e la confezione non vanno trattati come un unico rifiuto.

La lente a contatto va nel secco

La lente a contatto usata va buttata nel secco/indifferenziato.

Non va gettata nel lavandino, nel WC o in altri scarichi domestici. Anche se è piccola e morbida, la lente non è biodegradabile e non deve finire nella rete idrica.

Questo vale soprattutto per le lenti giornaliere, che vengono eliminate dopo ogni utilizzo. Si tolgono, si raccolgono e si buttano nell’indifferenziato. Niente plastica, niente scarico, niente cestino della carta.

Il blister va separato

Il blister è la piccola confezione singola che contiene la lente immersa nel liquido di mantenimento. Di solito è formato da due materiali: una vaschetta in plastica e una linguetta superiore in alluminio.

La vaschetta va nella plastica. La linguetta in alluminio va smaltita seguendo le regole del proprio Comune. A Roma, AMA indica la raccolta separata di contenitori in plastica e metallo, carta e cartone, vetro e rifiuti non riciclabili; per questo è sempre utile controllare le indicazioni locali quando il materiale non è immediatamente chiaro.

Il liquido del blister può essere versato nel lavandino. La lente, invece, no: dopo l’uso resta un rifiuto indifferenziato.

E la confezione esterna?

La confezione esterna delle lenti a contatto è spesso in cartoncino. In questo caso va nella raccolta della carta.

Prima di buttarla, però, conviene leggere l’etichetta ambientale riportata sull’imballaggio. CONAI dedica una piattaforma specifica all’etichettatura ambientale degli imballaggi, utile proprio per capire come interpretare simboli, materiali e indicazioni di conferimento.

Nel dubbio, la regola più prudente è separare i materiali quando possibile e seguire le istruzioni del proprio Comune.

Portalenti: piccolo, ma da cambiare regolarmente

Chi usa lenti mensili, quindicinali o comunque non giornaliere utilizza anche un portalenti. È un accessorio piccolo, ma importante: conserva le lenti nella soluzione corretta tra un utilizzo e l’altro.

Il portalenti va mantenuto pulito e sostituito regolarmente. ASSOTTICA, nella sezione dedicata alla manutenzione e sicurezza delle lenti a contatto, ricorda l’importanza delle soluzioni specifiche per la pulizia, la disinfezione e la conservazione delle lenti.

In generale, il portalenti viene cambiato periodicamente, spesso ogni mese. Nella maggior parte dei casi è in plastica, ma anche qui vale la stessa regola: controllare il materiale e seguire le indicazioni della raccolta locale.

Smaltirle bene conta. Usarle bene ancora di più.

Il modo in cui si buttano le lenti è solo l’ultimo passaggio. Prima viene tutto il resto: mani pulite e asciutte, tempi di utilizzo rispettati, soluzione nuova quando serve, portalenti pulito, nessun contatto con acqua del rubinetto o saliva.

La guida al corretto utilizzo delle lenti a contatto pubblicata dal Ministero della Salute insiste proprio sulle precauzioni d’uso: le lenti vanno gestite con attenzione, seguendo le istruzioni ricevute e rispettando le modalità previste per ogni tipologia.

Le lenti giornaliere si usano una volta sola e poi si buttano. Le lenti mensili o quindicinali richiedono una manutenzione più accurata. Per orientarsi tra le diverse opzioni, sul blog Bernabei c’è una guida dedicata a lenti a contatto giornaliere e mensili.

Lenti a contatto a Roma: quando serve il consiglio dell’ottico

Le lenti a contatto non si scelgono solo in base alla gradazione. Contano il film lacrimale, il tempo di utilizzo, il lavoro al computer, la sensibilità dell’occhio, lo sport, le abitudini quotidiane e la manualità.

Da Ottica Bernabei a Roma, gli ottici seguono anche la parte pratica: come mettere le lenti, come toglierle, come conservarle, quando sostituirle e quali segnali non trascurare se qualcosa non è confortevole.

Chi si avvicina alle lenti per la prima volta può leggere anche gli articoli Bernabei su cosa succede la prima volta con le lenti a contatto e su come mettere le lenti a contatto senza paura.

Per chi invece usa già le lenti, ma nota secchezza, fastidio o difficoltà dopo molte ore, può essere utile approfondire anche il tema occhio secco e lenti a contatto.

Dove si butta cosa: il riepilogo

  • La lente a contatto usata va nel secco/indifferenziato.
  • La lente non va mai buttata nel lavandino, nel WC o negli scarichi domestici.
  • La confezione esterna in cartoncino va nella carta.
  • La vaschetta del blister va nella plastica.
  • La linguetta in alluminio va smaltita secondo le regole del proprio Comune.
  • Il liquido del blister può essere versato nel lavandino.
  • Il portalenti va smaltito in base al materiale e cambiato regolarmente.

Le lenti a contatto sono comode perché spariscono alla vista. Ma non devono sparire negli scarichi. Anche il modo in cui vengono buttate fa parte di una gestione corretta, ordinata e responsabile.

Riferimenti utili

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